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10 0TTOBRE

MESSAGGIO DEL SEGRETARIO GENERALE IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE MENTALE 

http://www.unric.org/it/attualita/19813

I disturbi psichici sono presenti in tutte le culture e possono apparire in qualsiasi momento della vita. Essi possono rappresentare fattori di rischio o conseguenze di molti altri problemi di salute, e sono spesso associati a povertà, marginalizzazione e disadattamento sociale. Inoltre, disturbi mentali si manifestano frequentemente nel contesto di conflitti e crisi umanitarie.
I sistemi sanitari di tutto il mondo fanno fronte a sfide enormi per garantire assistenza psichiatrica e tutelare i diritti umani di quanti soffrano di gravi disturbi. Le risorse disponibili sono insufficienti, distribuite in modo iniquo e usate in maniera inefficiente. Ne risulta che una gran parte di coloro che sono afflitti da disturbi mentali non riceve nessuna cura. 
Un incremento dei servizi sanitari dovrebbe costituire una priorità. Il Programma d’azione sulla salute mentale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, lanciato questo mese, identifica le strategie necessarie per aumentare i servizi di assistenza sanitaria mentale attraverso interventi di costo contenuto in contesti poveri di risorse. Il programma chiede a tutti gli attori coinvolti – governi, agenzie multilaterali, donatori, servizi di sanità pubblica, specialisti nelle malattie mentale e gruppi di consumatori- uno sforzo congiunto per raggiungere gli obiettivi del Programma..
Su un piano più ampio, occorre fare di più per integrare la consapevolezza di questa problematica in tutti gli aspetti delle politiche sociali e sanitarie, della pianificazione sanitaria e dell’assistenza sanitaria generale primaria e secondaria. La salute mentale e’ fondamentale per il benessere personale, le relazioni familiari e la capacità dell’individuo di contribuire alla costruzione del tessuto sociale.
In occasione di questa Giornata mondiale della aalute mentale, riconosciamo che  non ci può essere salute fisica senza salute mentale.

Voler bene nonostante 

 Il presente articolo fornisce qualche elemento teorico psicologico utile per fare luce sul comportamento a volte 'bizzarro' dei bambini maltrattati.
 Tali bambini  cercano di mettere in atto condotte protettive della propria integrità mentale e funzionali al rapporto con l'adulto maltrattante.
 La letteratura riguardo i maltrattamenti fisici e psicologici mostra come i bambini possano sviluppare un ‘Falso sé’ (Winnicott) compiacente nei confronti dell’abusante (le bambine abusate sessualmente arrivano addirittura a sostenere la propria colpevolezza e a mettere in atto un’idealizzazione della figura genitoriale abusante).
Già nel 1983 Summit parla di ‘Sindrome di adattamento’, fenomeno molto frequente grazie al quale i bambini vittime di maltrattamenti, non essendo di fatto in grado di sottrarsi alla realtà familiare, si trovano costretti ad adattarsi al genitore abusante talvolta abilmente manipolati dall’adulto (regali, giochi, promesse, negazione dell’accaduto)
 Secondo Alice Miller i bambini maltrattati esercitano una ‘idealizzazione difensiva’ nei confronti del genitore maltrattante preferendo percepire se stessi come cattivi e meritevoli delle violenze piuttosto che prendere atto di essere delle vittime in balia di un persecutore. La minaccia  peraltro coincide con una figura primaria di attaccamento  essenziale al suo sviluppo fisico e psichico ( teoria dell’attaccamento di Bowlby)
 Il concetto di ‘identificazione con l’aggressore’ introdotta da Anna Freud e poi ripresa e ampliata da Ferenczi può spiegare le modalità adattive di tali bambini.  Ferenczi sostiene che il bambino cresce ‘nell’ovvio’ ovvero accetta come veri in assoluto e buoni i valori e i disvalori presenti a livello familiare essendo i genitori garanti della sua sopravvivenza.
L’ambivalenza di un bambino, inoltre, deriva dall’ambivalenza del genitore ovvero da una particolare forma di legame detta ‘doppio legame’(double bind di Bateson) che origina dalla comunicazione patologica del doppio messaggio (es. ‘ti ho picchiato perché ti voglio bene!’). Talvolta il messaggio può essere di tipo meta comunicativo non verbale (es. dare dei giochi e dei regalini e poi trascurare il bambino). Il bambino ricevente il messaggio non ha la possibilità di decidere quale delle due parti  del messaggio sia veritiera, tenta di integrarle e questo genera inevitabilmente confusione mentale. I ‘doppi legami’ fra care-givers e bambino sono considerati altamente patologici a livello di una lettura della situazione sistemico-familiare e possono avere anche un ruolo patogeno nello sviluppo infantile. La loro presenza può essere rintracciata, ad esempio, nella storia familiare di pazienti schizofrenici adulti.
Amore: cuore o cervello?


Un gruppo di ricercatori americani studia i vari aspetti dell'amore (come scegliamo un partner, quali sono i meccanismi dell'innamoramento, cosa succede se veniamo lasciati, legami a lungo termine ecc) sottoponendo vari individui alla risonanza magnetica funzionale (fRMI) ed osservando cosa accade al cervello.
Durante un innamoramento si verifica l'attivazione di specifiche aree cerebrali, come ad esempio l'area tegmentale ventrale (associata alle ricompense, alla motivazione, alla concentrazione) e le cellule deputate alla produzione di dopamina. L'attivazione di tali aree è presente in individui che si dichiarano ancora innamorati dopo anni di vita di coppia ("Neural correlates of long-term intense romantic love" Bianca Acevedo, Arthur Aron, Helen Fisher, Lucy Brown, Social Cognitive and Affective Neuroscience 2012 February).
Inoltre, sono stati esaminati i meccanismi neurali per la scelta di un compagno ("Romantic love: an fRMI study of a neural mechanism for mate choice" Fisher H, Arthur A, Brown LL. Journal of comparative neurology 2005 December).
Nel video seguente Helen Fisher illustra le osservazioni cerebrali compiute su persone appena lasciate dal partner.







Psicologia positiva



Nella letteratura psicologica si rintracciano vari studi e teorie riguardo il periodo di vita infantile e le conseguenze dei vari traumi che in questa fase possono accadere. Spesso si sono stabilite connessioni fra le esperienze infantili e le problematiche presentate da adulti. E la felicità?  Marcus Richards e Felicia A. Huppert dell'Università di Cambrige, nell'articolo 'Do positive children become positive adults? Evidence from a longitudinal birth cohort study' illustrano una ricerca longitudinale su di un campione di 2776 soggetti britannici.
Il benessere infantile viene associato ad uno stato di benessere da adulti, in particolare sono emersi:
una bassa probabilità di problemi emotivi, soddisfazione per il proprio lavoro, frequenti contatti con amici e familiari e partecipazione in attività sociali. Queste associazioni sono indipendenti dalla classe sociale di appartenenza dei bambini, dal livello culturale, dal tipo di lavoro svolto e dal tratto estroversione.

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